Pentidattilo Pentidattilo

Pentidattilo

Percorrendo la superstrada Jonica, uscendo dalla città, si inizia ad ammirare il Mar Jonio,  la vegetazione mediterranea e il  monumento che marca il 38°parallelo della terra, unendo Reggio a San Francisco, Atene, Smirne, Seul e Cordova. A Capo D’Armi, anticamente conosciuto come “Leucopetra”, vi è un un promontorio con un panorama mozzafiato sul quale si erge l’omonimo faro. Questo capo segna l’uscita dallo Stretto di Messina. Proseguendo si arriva in località Annà dalla quale si prosegue, salendo per pochi km, alla volta di Pentadattilo. L’arrivo al paese è molto suggestivo e la vista non lascia indifferenti i visitatori. Dopo una breve ma inclinata salita si raggiunge l'ingresso dell’antico castello degli Alberti, teatro dei tragici eventi della notte di Pasqua del 1686 dove, a causa della marchesa Antonietta, si consumò una storica strage. Proseguendo tra le rovine delle antiche abitazioni si arriva alla Chiesa di S. Pietro e Paolo, all'interno un gruppo marmoreo del 1564 e la tomba del marchese Alberti. A fianco della chiesa si erge il campanile, ancora in buone condizioni. La passeggiata nel borgo testimonia il lento ed inesorabile spopolamento ma anche il tentativo di recupero in atto ormai da diversi anni, anche grazie agli sforzi della comunità europea che ha finanziato dei progetti in tal senso.